Internazionalizzazione in Cina: La frontiera dell’e-commerce, digital e social media marketing nell’era dell’industria 4.0

La Cina possiede il più grande numero di utenti al mondo, circa 700 milioni di net users (oltre 1 utente su 5 a livello globale) e ben 400 milioni di persone (venti volte i compratori italiani) che comprano sulle piattaforme di E-commerce, con una crescita costante del 20% all’anno. Nel breve termine, la Cina si appresta a superare gli Stati Uniti come prima economia al mondo.
Le stime di crescita sono impressionanti: entro il 2015 il valore dell’e­commerce cinese raggiungerà un volume economico di 540miliardi di dollari e nel 2020 supererà addirittura la somma di tutti i siti di ecommerce di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia. Il traffico di utenti della rete cinese è già molto elevato, considerando anche l’alto tasso demografico.

Attualmente soltanto il 44% della popolazione cinese accede ad una connessione internet. Il panorama si presenta molto fertile perinnestare nuove attività economiche da parte dei paesi stranieri, tra i quali figura anche l’Italia.
china-e-commerce-2Tuttavia, le potenzialità economica dell’e-commerce cinese abbondantemente sfruttate da società come Alibaba non sono legate semplicemente ad una questione numerica di utenze, ma va ricercata in politiche di apertura da parte del governo cinese, ad un mercato dinamico e consapevole e soprattutto a tematiche socio-culturali e demografiche.

Basti pensare che gli e-shopper, anche definiti “Connected Spenders”, sono solitamente studenti universitari, tra i 19 e i 34 anni con potere di acquisto di circa $ 2,700 all’anno. Confrontando questa cifra con quella americana di circa $ 32,000, la differenza sembra abissale. La discriminante principale sta nel fatto che i “Connected Spenders” sfiorano i 350 milioni, che rappresenta circa la metà dei net users della Cina. I tratti distintivi di questa categoria sono da ricercarsi in una elevata urbanizzazione e una elevata istruzione.
Inoltre l’importanza dei social media cinesi nelle strategie di ingresso nell’e-commerce di questo paese, non è più ignorabile, come dimostrato da Alibaba che nel 2015 ha acquisito il controllo di Sina, la società che controlla Weibo, il sito di microblogging cinese più noto e usato nella RPC. Alibaba, grazie alle sue strategie commerciali, ha un tasso di penetrazione del mercato cinese pari circa al 60%, che la rende leader del mercato e-commerce. Nel 2015, anno in cui Alibaba Group ha aperto un ufficio il Italia con lo scopo di collegare i brand italiani ai consumatori cinesi, il GMV si attestava intorno ai 400 miliardi di dollari.
Come recentemente affermato da Jack Ma, numero 1 di Alibaba: “Nel resto del mondo, l’e-commerce viene percepito come un nuovo modo di fare acquisti, in Cina, invece, è uno stile di vita”
I consumatori cinesi sono sempre più attratti dal fare acquisti online e la crisi finanziaria globale non sembra aver colpito la crescita del fatturato del commercio elettronico in Cina. Un aspetto fondamentale in questo trend è giocato dalla totale digitalizzazione caratterizza la vita sociale cinese, grazie all’accessibilità ai mezzi per ka navigazione e alla banda larga. “Se non sei online, non sei nessuno” in Cina. Questo rende l’utenza molto esigente. Ci si aspetta che un’azienda sia sempre disponibile, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non importa dove essi si trovino ocome siano connessi. In Cina, nelle aree cittadine ad alta densità abitativa, l’accesso a Internet avviene con modalità diverse: da PC,martphone, wireless o via cavo. Intutte le altre aree, specialmente quelle rurali, l’unico accesso a internet è via mobile. Qualsiasi azienda che desideri avviare un’attività di e­commerce in Cina deve tenere conto di questa peculiarità e assicurarsi strategie e piani per misurare e massimizzare la disponibilità dei servizi via mobile.

Un altro fattore di successo dell’e-commerce in Cina è dovuto all’efficienza e diffusione, grazie rispettivamente alla capacità di anticipare i negozi tradizionali nella scelta dei prodotti, e grazie anche alla capillare rete logistica attualmente in grado di consegnare a costi molto competitivi
Per le aziende italiane il settore del lusso rimane il più lucrativo, a seguire l’enogastronomico e l’abbigliamento. In questo contesto e grazie al recente cambio di normativa riguardo l’e-commerce, oggi  è  possibile  per  le  aziende straniere abbracciare un mercato più ampio rispetto al passato.
In questo contesto, le strategie che un’impresa italiana può seguire sono due:
Vendite attraverso piattaforme di commercio elettronico esistenti (market place): la strategia più semplice è l’utilizzo di siti internet di vendite online già esistenti. Basti pensare che in Cina il 90% dei siti di e-commerce è costituito da aggregatori, veri e propri centri commerciali virtuali (tipo TMall con 200 milioni di clienti e 200mila brand, al cui interno è presente anche un Apple Store).

Apertura di un proprio punto vendita online: un numero crescente di marchi internazionali decide di fare un passo successivo ed aprire un proprio punto vendita online. Questa opzione viene solitamente scelta da marchi con attività Retail ben sviluppate in Cina (es., Gap, Adidas, Nike o marchi del lusso quali Armani), principalmente per motivi commerciali e di marketing. IN questa prospettiva l’online diventa una scelta obbligata per rafforzamento e implementazione dell’attività di retail offline.

Da un punto di vista strettamente legale, è interessante notare come una volta che il marchio è operativo in Cina nel mercato Retail, l’avviare un canale autonomo di vendite online non pone particolari problematiche aggiuntive (Shangzizi [2010] No. 272 – MOFCOM),

Rischi criticità 

Aprirsi al mercato e­commerce cinese è certamente più semplice per tutte quelle aziende con un brand già molto conosciuto. Per tutte le altre aziende, è fondamentale una strategia di comunicazione. Senza un forte investimento in attività di brand awareness, infatti, si rischia di passare inosservati e di vanificare qualsiasi sforzo commerciale.  La Cina è un paese vasto anche in termini di “spazi” Internet: presentarsi con un sito lento o irraggiungibile o, peggio, senza un’efficienza  distributiva adeguata potrebbe essere deleterio per la riuscita dell’operazione.

La presenza di prodotti contraffatti sulle piattaforme di e-commerce è concreta. Nonostante la mediazione di Taobao le presenza di falsi non accenna a diminuire. Anche per questo è stata lanciata la piattaforma Tmall, un negozio di fascia alta, legata soprattutto ai prodotti di lusso autentici.

Conclusioni

Il commercio elettronico può essere visto come un mercato in pieno boom alla seconda potenza. Molte opportunità’ sono disponibili per le imprese straniere che vogliono vendere i loro prodotti in Cina.  L’e-commerce rappresenta infatti un’enorme potenzialità ad un costo di ingresso per alcuni aspetti contenuto ma che deve rivestire una proiezione concreta in termini di pianificazione commerciale degli investimenti aziendali per la’ttività di esportazione.  In un paese come la Cina, infatti, grazie ad internet si ha la possibilità di raggiungere un pubblico potenziale di centinaia di milioni di utenti, naturalmente previa attenta analisi costi/benefici e verifica del quadro regolamentare in costante cambiamento, ma l’azienda deve valorizzare strumenti, competenze, dedizione e allocazione risorse che rendano tale approccio sensato e di successo.

nibi-digital-chinaQuesto tema di estrema rilevanza per le imprese italiane, sarà trattato nel Corso Executive del NIBI (Nuovo Istituto di Business Internazionale) dal titolo “Internazionalizzazione e web: industria 4.0 la digitalizzazione dell’impresa, con specifico focus su e-commerce social media marketing in Cina”. Per un totale di 16 ore, Il corso verrà tenuto nella sede NIBI, Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano nelle date del 17 e 18 marzo 2017

Il corso sarà coordinato dal Dott. Paolo Cacciato,  del nostro studio di consulenza Admea (Advisory for Development and Marketing on Eastern Asia) e direttore scientifico di  Asian Studies Group – centro nazionale di studi orientali , e dal Dott. Giulio Finzi, Segretario generale del Consorzio NETCOMM (Consorzio del Commercio Elettronico Italiano).

Il Corso Executive è concepito per trasmettere ai partecipanti una panoramica della realtà sociale cinese, degli strumenti di vendita online e delle tecniche di web marketing, necessarie per avere successo sul mercato cinese, sfruttando appieno le potenzialità offerte dal nuovo mercato digitale. L’obiettivo sarà quello di fornire ai partecipanti un quadro completo dei principali strumenti digitali da applicare nella pianificazione di una strategia di web marketing e nell’uso dell’E-commerce per vendere con successo sul mercato cinese.

Tutti i corsi NIBI sono certificati ASFOR e promossi da Camera di Commercio di Milano e PROMOS.

Ulteriori informazioni sono disponibili al link

http://www.nibi-milano.it/Corsi_internazionalizzazione_impresa/Corsi_impresa/Internazionalizzazione-E-Web-Industria-40-La-Digitalizzazione-DellImpresa-Focus-Su-ECommercee-Social-Media-Marketing-In-Cina.kl

Inoltre per le aziende o i professionisti che collaborano con il nostro studio o per gli associati Asian Studies Group, previo contatto via mail (contact@adm-ea.com) o telefonicamente al numero +39 0229513110 verrà offerto uno sconto sull’iscrizione al corso.

Federico Tempella

 

(1) E-commerce in Cina: un mercato in pieno boom alla seconda potenza, Gianni, Origoni, Grippo & Partners, 2011

(2) Cina, la nuova frontiera dell’e-commerce, L. Olivazzi, 2014

(3) Asia Briefing, Dezan Shira & Associates, 2014

(4) Camera di Commercio Italo-Cinese, http://www.china-italy.it/it, 2016

(5) Statista, The statistics portal, https://www.statista.com/statistics/591193/alibaba-annual-gross-merchandise-value/

(6) No more tiers – executive summary, Demand Institute, 2015

 

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